Satana tocca il sommo grado di esplicazione e di potenza nel medio evo, nella torbida e travagliosa età in cui più vigoreggia il cristianesimo. Egli perviene a maturità insieme con le istituzioni varie e con le forme proprie di quella vita; e quando l’arte gotica fiorisce nei templi cuspidati, anche il mito di lui fiorisce, tetro e meraviglioso, nella coscienza delle genti cristiane. Chiuso il secolo XIII, egli declina e disviene, come declinano e disvengono il papato, la scolastica, lo spirito feudale, lo spirito ascetico.
Satana è figlio della tristezza. In una religione come la greca, tutta serena, tutta irradiata di luce e di colore, egli non avrebbe potuto metter persona; a farlo crescere e prosperare son necessarie le ombre, son necessarii i misteri di peccato e di dolore, che, simili a un velo funereo, avvolgono la religione del Golgota. Satana è figlio del terrore, e il medio evo è l’età del terrore. Presi d’invincibil ribrezzo, gli animi temono la natura gravida di portenti e di mostri, il mondo corporeo opposto al mondo dello spirito e suo irreconciliabile nemico; temono la vita, perpetuo fomite e periglio di peccato; temono la morte, dietro a cui si spalanca dubbiosa l’eternità.
Sogni e farnetichi turbano le menti. L’eremita estatico, da lunghe ore ginocchioni in preghiera dinanzi all’uscio della sua cella, vede trasvolar per l’aria eserciti spaventosi, tregende di mostri apocalittici: le notti si illuminano di segni fiammeggianti, gli astri si sfigurano e si bagnan di sangue, tristi presagi di sciagure imminenti. In occasione di morbi che falciano gli uomini come spiche mature si vedono saette, vibrate da mani invisibili, fendere l’aria, sparir sibilando: e ogni po’ corre traverso la cristianità esterrefatta come un brivido di finimondo, e la sinistra novella che l’Anticristo è già nato, e sta per cominciare il formidabile dramma annunziato dall’Apocalisse.
Satana cresce nella mestizia e nell’ombra delle cattedrali spaziose, dietro i massicci pilastri, nei recessi del coro; Satana cresce nel silenzio dei chiostri, invasi dallo stupor della morte; Satana cresce nel castello merlato, dove un occulto rimorso rode l’anima al torvo barone; nella cella recondita dove l’alchimista tenta i metalli; nel bosco solitario, dove il mago, la notte, ordisce le sue malie; nel solco, dove il servo affamato getta imprecando il seme che dovrà nutrire il signore. Satana è in ogni luogo: infiniti l’hanno veduto, infiniti hanno favellato con lui.

La credenza era ben radicata, e la Chiesa non mancò di darle favore, di accrescerle forza. La Chiesa si giovò di Satana, fece di lui uno strumento efficacissimo di politica, e quanto più potè gli crebbe credito, giacché ciò che gli uomini non facevano per amor di Dio, o per ispirito d’obbedienza, facevano per paura del diavolo. Satana fu offerto sotto tutti gli aspetti, dipinto e scolpito, alla sgomenta contemplazion dei devoti; Satana venne in coda a ogni frase di predicatore, a ogni ammonizione di confessore; Satana diventò l’eroe di una leggenda senza fine, che ebbe riscontri ed esempii per tutti i casi della vita, per ogni azione, per ogni pensiero. Non poche Visioni del medio evo mostrano quale applicazione si sapesse fare del diavolo alla politica in genere: certo alla politica ecclesiastica il diavolo servi assai più della inquisizione e dei roghi, sebbene e quella e questi l’abbiano servita abbastanza. Sino dall’anno 811 Carlo Magno accusava in un suo capitolare i chierici di abusar del diavolo e dell’inferno per truffar denari e carpir possessioni.
Se grande era la paura che si aveva di Satana, l’odio che si nutriva contro di lui non era punto minore. Tale odio non era certo ingiustificato, giacché odiando lui si odiava l’autor di ogni male, e quanto più si amava Cristo tanto più si doveva odiare il suo nemico. Ma anche in questo caso la paura e l’odio produssero gli effetti consueti, stravaganza di opinioni, ed esagerazion di giudizii. La figura di Satana ebbe a risentirne le conseguenze, e l’eccesso avvertito da alcuno di mente più temperata, diede origine al proverbio che dice: Il diavolo non è poi cosi brutto come si dipinge.

Arturo Graf (1848-1913), da Il diavolo (Milano, Fratelli Treves Editori, 1889) - Pagg. 32-36
Innovare (v.tr.): Mischiare le carte (cfr. piem. ammuìna).
[cnat su twitter]
Claudio Principi, ricercatore e poeta popolare della Marca centrale, è venuto a mancare nei giorni scorsi."Ha voluto che la notizia della sua dipartita venisse data a funerale avvenuto, per evitare incomodo a tutti", ha scritto nel proprio manifesto a lutto.Ciao, Claudio. È stato bello conoscerti, anche se per poco.

Claudio Principi, ricercatore e poeta popolare della Marca centrale, è venuto a mancare nei giorni scorsi.
"Ha voluto che la notizia della sua dipartita venisse data a funerale avvenuto, per evitare incomodo a tutti", ha scritto nel proprio manifesto a lutto.
Ciao, Claudio. È stato bello conoscerti, anche se per poco.

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yoghiorso:

«Donne, è arrivato l’arrotino… arrota coltelli, forbici, forbicine. Abbiamo i pezzi di ricambio per le cucine a gasse. Se avete perdite di gasse noi le aggiustiamo, se la vostra cucina fa fumo noi togliamo il fumo della vostra cucina a gasse. Lavoro subito e immediato».

Una delle cose più strane di questo stranissimo Paese è che questo ‘messaggio stradale’ è diffuso in tutta Italia: la gente lo conosce in Toscana come a Roma come in Calabria. Credo che esista un’unica registrazione risalente al 1950, che viene ereditata di generazione in generazione ed è ormai distribuita in mp3 via peer-to-peer fra tutti gli arrotini d’Italia. La voce originale è di un uomo ormai scomparso da tempo, il quale, avendo coniato la rocambolesca espressione «Lavoro subito e immediato», può fra l’altro e senza dubbio essere considerato il progenitore di Google Translator.

kon-igi:

eclipsed:

Nel diritto della Grecia ellenistica, il blakennòmion (in greco della koiné: βλακεννόμιον) era un’imposta che incombeva sui guadagni che gli astrologi ricavavano dall’esercizio della loro professione.

Il significato letterale del termine era tassa/imposta sulla stupidità (o sugli stupidi), dal momento che si riteneva che fossero gli stupidi e gli idioti a far ricorso ai consigli e agli oroscopi degli astrologi.

(Fonte: Wikipedia)

Ecco la soluzione a tutti i problemi dell’Italia: reintroduciamo questa imposta e, tempo sei mesi, diventiamo la seconda potenza economica mondiale.

C’è già. Si chiama Superenalotto.

Alla scuola di Barbiana si parlava molto schietto. Sulla porta di tutte le scuole della Repubblica gli studenti di Don Milani avrebbero voluto scrivere LA SCUOLA SARÀ SEMPRE MEGLIO DELLA MERDA. L’aforisma è attribuito al giovane Lucio, che quando non era a scuola dal priore aveva una stalla con 36 mucche da gestire. A me piacerebbe ogni tanto parlarne nelle mie classi, sollecitare un’inchiesta: tu che ne pensi? Secondo te è meglio la scuola o la merda? Ma ho paura di finire sul giornale.
Dici: potresti sempre usare un eufemismo. Potresti chiedere se è meglio la scuola o la deiezione vaccina. No, non potrei. Merda si dice merda. Puttana si dice puttana. Non solo don Milani si lasciava evidentemente sfuggire queste parole di fronte ai suoi ragazzi; non solo permetteva che le scrivessero in un libro, e resistessero alle decine di stesure e ristesure; ma le sottoponeva al vaglio dei suoi amici colti e raffinati, ad esempio David Maria Turoldo che sale a Barbiana per farsi leggere le bozze e “si sganascia dalle risa a ogni parola grossa”.
Lettera a una professoressa è un testo molto elegante nella sua rozzezza. Profondamente toscano, azzarderei, ma poi dovrei spiegare il perché solo ai toscani è concesso di maneggiare la nostra lingua letteraria come se fosse un coltellaccio da cucina, senza quella distanza, quel disagio in cui consiste l’uso della lingua per tutti noialtri non toscani – quella maschera che indosso continuamente, qualsiasi cosa io scriva, come se io la stessi traducendo da un’altra lingua che ho in testa (quale lingua, se non so nemmeno bene il mio dialetto?) Eppure questa distanza c’è: la sentiamo tutti ogni volta che rileggiamo quello che scriviamo e ci sembra sempre fuori fase, distorto come la nostra voce registrata. Un diaframma che forse è responsabile di intere età letterarie, di barocchi, classicismi e linee lombarde, mentre ai toscani basta scrivere come si mangia. Papini, Malaparte, la Fallaci. Ma anche i ragazzi di Barbiana, e il loro priore che non poteva più pubblicare niente a nome suo.
Leonardo Tondelli, da “Don Milani e la puttana

ze-violet:

tastiereconsumate:

notxam:

someone played an lcd soundsystem song over a miles davis trumpet solo and i think i feel alive for the first time in my life

Beautiful!

me-ra-vi-glia

Video di Matteo Blandford con uno spezzone da “Sound Heritage” ad “Operazione Arcevia”, lo scorso 10 maggio 2014, dove c’era anche l’Orastrana.
Ce n’è un’altro anche qui.

[kat - orastrana.it]